E’ arrivato il momento di dire basta alle speculazioni sul nome dell’Isernia.
In relazione a quanto dichiarato dal sig. Mimmo Cicchetti nel corso di interviste rilasciate agli organi di informazione, intendiamo precisare alcuni punti.
Come stampa e cittadini ben sapranno, già 4 anni fa, il sig. Cicchetti propose la sua collaborazione ad un progetto calcistico serio ed a lungo termine, ponendo come uniche condizioni serietà e categoria superiore (serie D). La promessa è diventata realtà. Da allora il suo nome è stato legatissimo all’ambiente calcistico. Sempre presente allo stadio, in trasferta, in ogni sede pronto a tutelare il calcio investendo cifre economicamente rilevanti… Tutto questo nel mondo ideale fatto di coerenza rispetto a promesse e parole! La realtà è, ovviamente, un’altra. A parte le comparsate pre-elettorali novembrine, del signor Cicchetti abbiamo perso ogni traccia. Di conseguenza ci chiediamo a quale titolo, e in base a quale ruolo all’interno dell’Isernia Fc, rilasci interviste parlando di trasferimenti a Cassino, di voglia di vendere la società che lui mai ha rappresentato. A tal proposito, sia chiara un’altra cosa: nessuno, presidente compreso, ha il diritto di privare la città della propria squadra di calcio, che solo ad essa e ai suoi tifosi appartiene.
Da mesi ci stiamo interessando ad ogni eventuale sviluppo politico ed imprenditoriale che serva a sostenere economicamente la nostra squadra. Con l’avvento della nuova giunta comunale attendiamo la messa in pratica delle ampie rassicurazioni e dei numerosi impegni assunti con noi in campagna elettorale. Perciò Cicchetti stia tranquillo. Dell’Isernia si occuperà chi lo ha sempre fatto, si interessi al volley che legittimamente ama e di cui, forse, tramite queste sortite sul calcio, vuole indirettamente tutelare gli interessi. O si occupi della sua azienda: può tranquillamente venderla a Cassino o a chi più gli aggrada, trasferendosi anche nel centro ciociaro. Altrimenti faccia come ogni imprenditore farebbe: sponsor tecnico, vicepresidenza, contributo economico. Gli stringeremo la mano ringraziandolo. Allora sì che potrà parlare dell’Isernia Fc.
Ma l’intervento del sig. Cicchetti è simbolo, e insieme sintomo, del cortocircuito che si sta creando attorno all’Isernia. Tanti, infatti, sono stati gli imprenditori che hanno giocato con la passione, non solo nostra. Gente che ha sistematicamente ‘promesso’ a cavallo degli appuntamenti elettorali, salvo scomparire subito dopo. Tanti i personaggi, più o meno di primo piano, che hanno sfruttato il ‘marchio’ a inizio stagione, per poi abbandonarlo. E’ ora di dire basta a questa prassi.
Per questo, concludiamo ricordando che né ora, né mai, permetteremo alcuna svendita del nostro nome e del titolo sportivo onorato in 20 anni da generazioni e generazioni di ultras, tifosi, sportivi.
L’ISERNIA NON SI VENDE!























































La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e quattro mesi di reclusione per l’ex agente della Polizia Stradale di Arezzo, Luigi Spaccarotella, per l’omicidio del tifoso della Lazio e Dj Gabriele Sandri, ucciso con un colpo di pistola l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio autostradale Badia al Pino. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, cosi’ come richiesto dal sostituto pg Francesco Iacoviello, presentato dai legali di Spaccarotella contro la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’Appello di Firenze che ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale .







