Campobasso – ISERNIA gennaio 2000 (serie D)

Cipollari on tour…Birmania

novembre 2011 – giungla della Birmania

Vis Pesaro – ISERNIA FC 0-1

Finalmente una buona Isernia trova la vittoria sul campo della Vis Pesaro. Partita non troppo emozionante, ma quanto basta per portare a casa l’intera posta in palio, come non succedeva dalla trasferta di Rimini.
Sugli spalti grande tifo con circa 40 isernini. Costanti i cori  e molto bello lo sventolio di bandierine per tutti i 90 minuti. A fine partita si rende onore, come sempre, ai diffidati.
Bello il viaggio in pullman, allietato anche da una fenomenale prestazione canora.
Domenica prossima: Isernia – Luco Canistro.

 

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LA VIS PESARO

La Vis Pesaro 1898 è una delle società calcistiche più antiche d’Italia, preceduta solo da altre dieci società del panorama italiano. Il primo nome adottato fu Vis Sauro Pesaro ma in seguito cambiò denominazione in Vis Pesaro, grazie ai successi avuti con il calcio.

Dagli anni 20 fino a tutti i sessanta il Pesaro ha militato con alternanza di campionati in Serie C e D. Il campionato 1968/69 fu particolarmente felice per la Vische sfiorò la promozione in serie B, quando, la squadra biancorossa allenata da Becchetti, fu sconfitta per 1-0 nel derby dalla capolista Sambenedettese, che la precedeva di un punto in classifica.

Dopo anni bui il pubblico e l’interesse intorno alla Vis cominciò a crescere sfiorando picchi di 4000 presenze a domenica al “Benelli”, soprattutto negli anni tra il 1986 ed il 1989, quando a Pesaro arrivò l’allenatore Walter Nicoletti che dalla serie D portò i biancorossi in C1, vincendo due campionati di fila (da ricordare la vittoria contro la Ternana al Benelli che valse la promozione in C1), e sfiorando nella terza stagione i playoff e la possibile promozione in Serie B. In seguito l’interesse scema, il gioco latita e la società si accontenta spesso di campionati anonimi oscillando tra Serie C1 e Serie C2.Dopo alcune stagioni in C2 si presenta come presidente Rosettano Navarra, imprenditore ciociaro del settore ecologico, che non riuscì a conquistare la C1 nonostante un buon organico sotto la guida di Giovanni Pagliari. Nel 98-99 la Vis arrivò ai playoff ma venne eliminata dalla Triestina. Lo stesso Navarra, stanco del giocattolo, decise di vendere tutto. Dopo gli anni novanta ricchi di successi sportivila Vis  in seguito a diversi fallimenti è ripartita dalle categorie regionali fino ad approdare in serie D.

PESARO (94.926 abitanti)

Città fondata dai romani nel 184 ac. Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della parte imperiali durante le imprese italiane di Federico Barbarossa.

Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine del secolo era soggetta, come tutta la Marca anconitana, al potere di Marquardo di Annweiler, vicario imperiale che, nonostante la durissima sconfitta inflitta all’esercito di Innocenzo III il 25 marzo 1198, dovette rinunciare alle sue mire di fronte all’azione militare della Chiesa cattolica, volta al recupero dei territori sottrattigli. Nel XIII secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210al 1216. La provincia collinare e il mare che mitiga la temperatura fanno di Pesaro un luogo ideale per la coltivazione e la crescita di prodotti di grande qualità. L’olio di oliva di Cartoceto, il formaggio di fossa, il tartufo di Acqualagna e il Sangiovese dei colli pesaresi sono alcune dei prodotti tipici di questo territorio.

La cucina pesarese è molto simile alla cucina romagnola alla quale appone molte rivisitazioni come la piadina rivisitata con strutto, che la rende maggiormente friabile, i passatelli in brodo, i cappeletti (pasta ripiena di carne dalla tipica forma a cappello), il patacuc (chiamato anche cresc’taiat) quadretti di farina di mais e grano serviti con robusto sugo di fagioli, il coniglio in porchetta e la zuppa di pesce derivato direttamente dal brodetto della vicina Fano. Città ricca di monumenti come la famosa basilica ed il palazzo della prefettura ex palazzo ducale eretto sotto Alessandro Sforza.

Lo stadio di Pesaro è il “Tonino Benelli”. La gradinata riservata ai locali è chiamata “prato” come quella del vecchio X settembre. Ampia la tribunetta ospiti accanto alla tribuna di casa coperta.

LA TIFOSERIA ORGANIZZATA

Per antonomasia Pesaro è da sempre stata la città del basket, conla Scavolinie la sua gloriosa storia. Questo fattore a di certo influenzato il processo di avvicinamento di sportivi e tifosi nei riguardi della locale squadra di calcio, che tuttavia resta una delle più realtà più antiche dello stivale.

Il tifo organizzato biancorosso ha trovato nei Vis Boys il gruppo trainate degli anni di fuoco della sere C. Gli U.VB.

Pesano hanno rappresentato la faccia ultras della città marchigiana per almeno trent’anni fino allo scioglimento avvenuto durante la stagione calcistica 2009-2010. Adesso la gradinata “prato” cuore del tifo organizzato è guidata dalla vecchia guardia 1979.

Tifoseria che si è sempre rapportata con grandi palcoscenici del tifo nazionale. Non numerosissima per la categoria, colleziona accese rivalità con alcune piazze marchigiane come Jesi, Civitanovese, Fano, Rimini, Ancona, Fermo e Sambenedettese ed altre limitrofe come Cattolica e Teramo. Forte il legame che lega i pesaresi ai Viking Korps del Matera, con gli ultras dell’Ascoli e della Pistoiese.

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ISERNIA FC – Olympia Agnonese 1-1

Terzo pareggio consecutivo per l’Isernia, che anche oggi mette in campo una prestazione poco brillante.
Nonostante questo, sugli spalti l’entusiasmo la fa da padrone. Il tifo è esplosivo e travolgente, ma soprattutto molto colorato.
Domenica prossima bella trasferta a Pesaro.

 

Dato che queste foto non sono un granchè, beccatevi due scatti della trasferta a Sant’Egidio, per gentile concessione dell’addetto stampa della Santegidiese.

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Isernia – Cassino 3 febbraio 2002 (serie D)

Detenuto muore, aveva denunciato pestaggio. Il garante: “Non sia un altro caso Cucchi”

“Ha denunciato, al Pronto Soccorso di un ospedale di Roma, di essere stato pestato dagli agenti della Polfer che lo avevano arrestato. Tre giorni dopo il fermo, è morto, per cause da accertare, in un letto del reparto per detenuti dell’ospedale ‘Belcolle’ di Viterbo”.

Il “nuovo caso di morte sospetta nelle carceri” è stato denunciato in una nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che afferma: “Invito la magistratura a fare al più presto chiarezza sulle circostanze che hanno portato a questo decesso, anche per sgomberare al più presto ogni nube e per evitare l’atroce sensazione di trovarsi davanti a un nuovo caso Cucchi’”.

“La vittima – prosegue la nota del Garante – si chiama Cristian De Cupis, romano di 36 anni, residente nel quartiere Garbatella. Secondo le informazioni in possesso del Garante l’uomo – affetto da diverse problematiche di carattere sanitario – viene arrestato il 9 novembre alla Stazione Termini per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condotto al Pronto Soccorso del Santo Spirito l’uomo, che aveva delle escoriazioni alla fronte, avrebbe riferito ai medici di essere stato percosso dagli agenti che lo hanno arrestato e, per questo, avrebbe anche sporto denuncia. Il 10 novembre, De Cupis viene trasferito – in ambulanza e scortato dalla polizia – nella struttura protetta dell’ospedale ‘Belcolle’ di Viterbo dove viene sottoposto a tutti gli esami di rito, compresa una Tac”.
“Il giorno seguente sarebbe stato anche convalidato l’arresto e disposti gli arresti domiciliari non appena finito il ricovero. La mattina del 12 novembre, però, De Cupis muore. I familiari sarebbero stati avvertiti dell’arresto solo dopo l’avvenuto decesso. A chi lo ha incontrato nei giorni del ricovero l’uomo era parso a tratti agitato e a tratti lucido, comunque non in condizioni che potessero far immaginare una morte repentina. A conferma di ciò, la circostanza che l’uomo, solo due giorni prima dell’arresto, si era rivolto ad una struttura di orientamento per detenuti per cercare un lavoro. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria e questa mattina si è svolta l’autopsia”.

“Attendiamo l’esito degli esami autoptici per capire cosa è successo – ha aggiunto Marroni – ma, comunque ho deciso di inviare una nota al ministero della Giustizia e a quello dell’Interno sollecitando le verifiche del caso.
Questa vicenda presenta dei lati non ancora chiariti, che necessitano di un approfondimento e, soprattutto, di chiarezza. Quella chiarezza che meritano i famigliari di quest’uomo e le centinaia di operatori della sicurezza che svolgono con correttezza e abnegazione il proprio lavoro”.

fonte: La Repubblica

Recanatese – ISERNIA FC 1-1

 

 

 

 

 

 

Prossimo incontro: Domenica 20/11/2011 ISERNIA FC – Olympia Agnonese

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 -LA RECANATESE

Fondata nel 1923, l’Unione Sportiva Recanatese ottenne l’unica promozione in Serie C della sua storia al termine della stagione 1946-47; difatti dopo la seconda guerra mondiale vi fu una situazione anomala per il campionato 1945-46 che portò alla suddivisione in Lega Nord (9 gironi) e Lega Sud (6 gironi), con una lunga serie di spareggi per la determinazione delle promozioni, dal campionato successivo vi fu anche l’introduzione della Lega Centro, forte di 6 gironi, conla Lega Sudridotta a 2 mentre quella Nord sempre a 9. Il record di gironi si toccò però nel campionato 1947-48, con l’introduzione di un terzo girone al Sud per un totale di 18 gironi di terza serie. L’esperienza in Terza Serie durò però una sola stagione (1947-48) a causa della riforma dei campionati voluta della FIGC: un’infinita lista di 286 società, separate nelle tre leghe indipendenti del Nord, del Centro e del Sud, compose il più ampio campionato di C di tutti i tempi.La FIGCperò, resasi conto che una tale esagerazione nulla aveva a che spartire con l’idea originaria della Serie C introdotta dodici anni prima, decise che era il momento di una radicale riforma che riportasse ordine non solo in C, ma nell’intera piramide calcistica italiana. Dall’annata seguente la categoria sarebbe ritornata al suo formato originario a quattro gironi, e ciò significò una colossale opera di sfoltimento dei ranghi del campionato, anche in considerazione del fatto che alla composizione del nuovo organico avrebbe pesantemente contribuito pure la, a sua volta riformata, Serie B, verso la quale fu stabilito invece il blocco delle promozioni.. Il dodicesimo posto nel girone B di Lega Centro non bastò alla Recanatese per salvarsi. Da quel momento la squadra militò ininterrottamente nei campionati dilettantistici.

- RECANATI (21.830 abitanti) Provincia di Macerata

Recanati sorge sulla cima di un colle, la cui cresta tortuosa è quasi pianeggiante, a 296 m s.l.m., tra le valli dei fiumi Potenza e Musone.

 Città dalla complessa e lunga storia risorgimentale, famosa soprattutto per aver dato i natali al poeta Giacomo Leopardi, nel famoso palazzo Leopardi, luogo di turismo e cultura dell’intero stivale. Tutt’oggi il palazzo è abitato dai discendenti e aperto al pubblico. Esso venne ristrutturato nelle forme attuali dall’architetto Carlo Orazio Leopardi verso la metà del XVIII secolo. L’ambiente più suggestivo è senza dubbio la biblioteca, che custodisce oltre 20.000 volumi, tra cui incunaboli ed antichi volumi, raccolti dal padre del poeta, Monaldo Leopardi.

- IL TIFO ORGANIZZATO

I primi segni di tifo organizzato si intravedono già alla fine degli anni ’70.

 Tra gli anni ’80 e gli anni ’90 si susseguono molti gruppi in curva tra i quali: marsumaglia giallorossa, Ultras, onda d’urto e usrUltras, gruppo tutt’ora presente al fianco della squadra. Nel 2004 nascono gli Irriducibili che danno nuova linfa al movimento ultras leopardiano.

Nel 2009 gli unici gruppi che seguono le sorti della Recanatese Calcio sono gli usrUltras e gli Irriducibili.

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