ISERNIA FC – Civitanovese

Ancora un’ottima prova da parte di una squadra che dimostra di saper reggere ampiamente il confronto con una delle più quotate del girone. Tanta grinta e determinazione permettono all’Isernia di mettere in cassaforte altri tre punti e blindare la quinta posizione in classifica.
Sugli spalti il tifo parte leggermente sottotono per poi risollevarsi, specialmente nella seconda frazione di gioco.
Domenica prossima turno di riposo.
Prossimo incontro: Domenica 12 Febbraio Sambenedettese – Isernia FC
TUTTI A SAN BENEDETTO!!!

 



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Club Aesernia “NIC NIC”

Stagione calcistica 77-78,torneo di Promozione Campana, prima giornata di campionato(credo).
Il popolo della prato espone due pezze, rudimentali, ma abbastnaza significative. La prima, classica,  sulla destra è marcata dall’arcinoto “club biancoceleste”, ma ecco che sulla seconda, quella sullo sfondo a sinistra, spicca invece l’orginalità e se vogliamo la farsesca dicitura(ben visibile)
di un famoso detto dialettale cittadino “NIC NIC”, che in dialetto appunto sigifica “pieno, pieno” o  meglio “ubriaco, ubriaco”, praticamente siamo di fronte ad un originalissima antenata della pezza “Isernia Alcolica”. MERAVIGLIA.

Renato Curi Angolana – ISERNIA FC 0-2

 

 

 

 

 

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- RENATO CURI ANGOLANA CALCIO

Nata nel 1998 dalla fusione della Renato Curi (società nata nel 1978 dopo la morte del giocatore Renato Curi, colori sociali bianco e rosso, sede a Pescara, in Serie D nell’1988/89, 1990/91, 1992/93) e dell’Angolana (società nata nel 1948, colori sociali nero e azzurro.

Sede a Città Sant’Angelo, in D dalla stagione 1969/70 alla 1976/77), la Renato Curi Angolana disputa dei buoni campionati in Serie D tra il 1998/99 ed il 2000/2001, sfiorando la promozione in Serie C nella stagione 1999/2000 ed in quella 2007/2008. Dopo la retrocessione in Eccellenza viene promossa nuovamente in serie D nel 2005/06, campionato in cui milita attualmente.

La prima squadra punta molto sul settore giovanile, che ha ottenuto svariati titoli a livello regionale, raggiungendo anche le semifinali nazionali. I calciatori Fabio Grosso e Massimo Oddo (nato proprio a Città Sant’Angelo) sono cresciuti proprio nel vivaio di questa società. Ricordiamo proprio Fabio Grosso con la maglietta numero 11 nella gara del 99 tra Renato Curi ed Isernia finita 3 a 1 per la beneamata. La squadra di calcio cittadina, la Renato Curi Angolana, è nota per il suo vivaio nell’ambito delle giovanili; ma lo sport cittadino è soprattutto rappresentato dalla pallamano, insegnata nelle scuole elementari e medie fin dagli anni ’70.

- CITTA’ SANT’ANGELO(PE – 14.572 abitanti)

Città Sant’Angelo è ubicata su di un colle posto a 322 ms.l.m. ad una decina di km da Pescara. Il territorio risulta essere uno dei più vasti tra i comuni del pescarese.

Considerando la posizione geografica del comune è possibile assaporare sia la cucina di terra che quella di mare. Le colline angolane ricoperte di vigneti ed oliveti offrono degli ottimi prodotti in particolar modo il vino Montepulciano d’Abruzzo.

Nelle famiglie della zona è possibile mangiare prodotti tipici della gastronomia abruzzese come i maccheroni alla chitarra, la pasta alla mugnaia, gli immancabili arrosticini (spiedini di pecora), il cace e ove (letteralmente formaggio ed uova con carne di agnello), le neole i cagionetti ed il fiadone.

- IL TIFO ORGANIZZATO

Dietro lo striscione Ultras Angolana si riuniscono pochi ma volenterosi ragazzi che cercano di sostenere i neroazzurri anche fuori casa. Naturalmente l’imminente vicinanza con Pescara condiziona, e non poco, l’interesse sulla squadra di Città Sant’Angelo, che con il tempo è divenuto puramente sportivo.

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Storie di ordinaria repressione

Milano, colluttazione con un agente di polizia, tifoso del Genoa ricoverato in rianimazione. E’ grave

Un tifoso del Genoa si trova ricoverato al Policlinico di Milano in rianimazione dopo uno scontro con un agente di Polizia. La colluttazione è avvenuta, prima dell’inizio della gara di coppa Italia tra Inter e Genoa.
Il tifoso Massimo Moro, di 38 anni, è ricoverato in gravi condizioni e in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Milano, dove è stato trasportato dal 118 in codice rosso.
Massimo Moro è piantonato dagli agenti in stato di fermo: secondo la ricostruzione fornita dalla questura, intorno alle 20.15, quasi un’ora prima del fischio di inizio del match, Moro sarebbe stato fermato e trattenuto al varco 9 dello stadio Meazza, durante l’afflusso degli spettatori agli ingressi, perché ubriaco. Dopo avergli impedito l’ingresso, le forze dell’ordine lo avrebbero portato in un vicino posto di polizia per un controllo, ma il tifoso genoano (sempre secondo la questura) avrebbe dato in escandescenze, cercando di aggredire un agente. Un collega è intervenuto per cercare di bloccare Moro, e durante la colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra: ad avere la peggio sarebbe stato il tifoso, che avrebbe battuto la testa, riportando un trauma cranico.
All’ospedale, però, sarebbe un’altra, la versione che i medici avrebbero fornito al cognato dell’uomo, che era allo stadio con Moro e altri due amici, giunti tutti al Policlinico intorno alle 2.30 di questa notte: secondo quanto riportato dal familiare, il prodotto usato per sedare Moro gli avrebbe provocato una reazione allergica; inoltre, l’uomo avrebbe ingoiato il suo stesso vomito, finito poi nei polmoni. Il tifoso non è cosciente ed è intubato, ma i sanitari hanno assicurato che «non è in pericolo di vita».
Poco dopo l’una, prima che arrivasse il cognato di Moro, si era presentata al Policlinico una delegazione di una quindicina di tifosi del Genoa e del Napoli, storicamente gemellati, tutti dubbiosi sulla ricostruzione fornita dalla questura e convinti che Moro sia stato vittima di un pestaggio. Gli stessi amici che erano in compagnia del tifoso ricoverato non hanno nascosto le proprie perplessità: «Era con noi – hanno raccontato – e forse ha reagito male. Gli agenti lo hanno portato via di peso, strattonato, ma nulla faceva pensare che la situazione degenerasse. Infatti noi siamo entrati comunque dentro lo stadio e abbiamo seguito tranquillamente la partita. In mattinata cercheremo di capire cosa è successo e magari chiameremo un avvocato. Soprattutto vogliamo sapere se ha lesioni interne».

1983-1984: Aesernia promossa in C-2

Teramo – ISERNIA FC 5-0

Un brutto 5-0 quello subito dall’Isernia, che non entra mai in partita, complice soprattutto l’inferiorità numerica rimediata al 17′ minuto di gioco.

Sugli spalti invece si respira tutt’altra musica. Bravi a tutti. Solo gli ultras vincono sempre.

Le prime due foto del post sono per gentile concessione del Sig. Ranalli, fotografo ufficiale del Teramo.

 

 

Il gruppo coltello & forchetta nella persona del Pres. Marione ringrazia l’area di servizio a 2 km dall’uscita Pescara-Chieti

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- TERAMO CALCIO

Alle ore 15.00 del 15 di Luglio del 1913, i Teramani, per la prima volta in Città, assistono a una partita dicalcio.
In Piazza d’Armi, infatti, si affrontano, in gara amichevole, due formazioni di “bravi giovanotti” teramani; l’una in casacca biancoceleste, l’altra in casacca rossa; vince la prima, col rotondo risultato di 3-0.
Il calcio ha ufficialmente fatto la sua comparsa a Teramo.

Il Teramo Calcio ha rappresentato e rappresenta una fetta importante nel panorama semi professionistico del calcio in Italia, con una storia quasi centenaria che ha visto i colori bianco-rossi viaggiare per decenni nei campionati di sere C, fino a sfiorare per più volte i play-off per il grande salto nella serie cadetta. Da ricordare le stagioni di sere C1 dallla fine degli anni novanta fino al 2006. Nel 2008 il fallimento del Teramo Calcio e la nascita del Real Teramo che subito riparte con una vittoria nel torneo regionale di Eccellenza regionale Abruzzese ed il ritorno alla denominazione originaria Teramo Calcio. Oggi la squadra teramana è supportata da una società ambiziosa che vuole ritrovare subito il calcio professionistico. I diavoli stanno dominando il girone con un organico di prim’orine che farebbe la sua porca figura anche in categorie superiori.

- TERAMO (54.973 abitanti)

Teramo è situata nella parte settentrionale dell’Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti. La città, popolata da tempi antichissimi, era il centro principale della popolazione dei Pretuzi. In seguito venne conquistata dal consoleromano Manio Curio Dentato nel 290 a.C. (cinque anni dopo la battaglia di Sentino), divenendo municipio. Come capitale del Petrutium venne inserita nella V regio da Augusto. Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione, sotto Adriano, di tempi, terme e teatri. Entrò, già dal 1140, a far parte del Regno di Sicilia sotto Ruggero, e quindi successivamente divenne la “Porta Regni” del Regno di Napoli.

Città ricca di monumenti dove primeggia la cattedrale di santa Maria Assunta ed il palazzo dei Melatino. Città che chiude il suo bellissimo centro storico da diverse porte d’ingresso. Famosa anche per l’università, che oggi conta 5 facoltà e numerosi corsi di laurea. La gastronomia teramana è sorprendentemente ricca e varia e trae da antichissime tradizioni contadine i suoi inconfondibili profumi e sapori. piatto principe della cucina teramana sono i Maccheroni alla chitarra o “Chitarra con le pallottine”, nonostante il nome si tratta di una sorta di spaghetti a sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di pasta sulla chitarra: un attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d’acciaio tesi, accostati parallelamente, su una intelaiatura di legno. L’eccezionalità di questo piatto è nel sugo ricco di carne sotto forma di “pallottine”: piccolissime polpettine di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere. .

Le “scrippelle” sono alla base di due dei piatti fondamentali della cucina teramana: le straordinarie scrippelle mbusse: cioè bagnate, immerse in un leggero brodo di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate, ed iltimballo di scrippelle, dove sostituiscono la pasta sfoglia nel separare gli strati di ingredienti: poco sugo, tante “pallottine” e tutto ciò che il gusto e l’esperienza della cuoca suggeriscono.

- IL TIFO ORGANIZZATO

Nella seconda metà degli anni 70 alcuni giovanissimi, provenienti da varie zone della città, cominciarono ad aggregarsi per sostenere in maniera più organizzata il Teramo, sotto la guida del “Club Biancorosso”, presente dal 1971. Questi ragazzi nel 1978 diedero vita al “C.U.C.E (Commando Ultras Curva Est), famosi per il lungo striscione   “Hasta la victoria siempre” con simbolo Che Guevara, striscione rimosso dalla Polizia dopo la morte del laziale Paparelli. (Dopo questo iniziale periodo,la Curva Estsceglierà la linea dell’apoliticità, che dura ancora oggi, a prescindere dalle idee dei singoli).

Nel campionato 1979/80 incidenti conla Salernitana(anche un’invasione di campo) comportarono la squalifica del Comunale. Ricordiamo anche i “Red & White Panthers”, con molti esponenti che provenivano dal centro storico di Teramo, zona di Piazza S. Anna. Nonostante la retrocessione in C2 il gruppo degli ultras cresce formando nel 1980 i “Devil’s Supporters”, in omaggio al diavolo, simbolo calcistico del Teramo, stampate le prime tessere.

Il gruppo, per varie vicissitudini, in pochi anni cambiò il nome – prima semplicemente “Devils”, con striscione in tessuto jeans – e poi nel 1984, fu aggiunta la parola Korps. Ricordiamo in quegli anni alcuni bellissimi striscioni “Non sarete mai soli la est vi ama”,(simbolo Marilyn Monroe) “Uniti per vincere” ma soprattutto “I Ragazzi della Est, noi con il tifo voi con il cuore”, il cui pezzo iniziale è tuttora gelosamente custodito dai D.K.

In un Teramo-Giulianova del campionato 1983/84 fece il suo debutto il primo vero bandierone, bianco con cuore rosso al centro, successivamente ampliato (bordini tricolore). Lo striscione “Ghetto S. Berardo”, dall’omonimo quartiere, venne riverniciato e sostituito dallo slogan “Teramo comanda”. Si ricordano in quegli anni gli scontri nelle trasferte di Civitanova, Macerata, Foligno, Monopoli,   tifoserie che non osarono mettere piede al Comunale di Teramo. Esodi si registrarono a Cattolica, Senigallia, Cesenatico e a Terni, per lo spareggio perso con il Fano (oltre 3000 teramani).

Nell’85/86, il “Devil’s Korps”, fu protagonista insieme alla squadra della fantastica promozione in C1 e furono finalmente stampati i primi tipi di sciarpe con il nome del gruppo. A quegli anni risalgono i gemellaggi con Martina e Lanciano, rapporti che con il passare del tempo hanno conosciuto determinati sviluppi. Dopo alcune stagioni, il   gruppo per problemi personali, di ricambio etc.. cominciò ad entrare in crisi (1987, una parte si staccò dal Devil’s Korps e diede vita alle “Teste Calde”, che inizialmente si collocarono nei distinti).

Il Teramo era retrocesso in C2   ma il gruppo con alti e bassi, era comunque presente. In occasione di un altro derby con il Giulianova (31 Dicembre 1988) furono utilizzati un nuovo striscione DK ed un nuovo bandierone -anche questo senza sponsor o sovvenzioni- recante la scritta   “Grande Teramo Rubaci L’Anima”, ancora oggi, a distanza di 15 anni circa, utilizzato dagli ultras Teramani. In questo periodo, prima di un Teramo-Jesi, la polizia rimuove lo striscione “Disordine”, che aveva debuttato a Francavilla nell’ultimo campionato di C1.

I primi anni 90 saranno ricordati tra i più turbolenti della storia ultras biancorossa: botte da orbi con la polizia a Giulianova ed autentiche guerriglie urbane e purtroppo atti vandalici a S. Benedetto del Tronto (Porto d’Ascoli), Civitanova, Jesi (un tempo amici), disordini a Pesaro (92) e scontri con la celere in occasione degli spareggi del Liberati di Terni, dove circa 3000 Teramani sostennero in maniera commovente 11 mercenari, che retrocessero nei dilettanti. Repressione, disprezzo per la gestione societaria, l’umiliante retrocessione   contribuirono a spegnere la passione e la “vivacità” di molti giovani di quel periodo. Gli ultrà Teramani, anche in pochi, tuttavia seguirono la squadra in campi assurdi (Pineto, Penne, Antistadio dell’Adriatico, Nereto e quartieri di Roma). Nel 1994, con il ritorno in C2, una quindicina di ragazzi, alcuni militanti nei DK fin da giovanissimi, decise che era giunto il momento di formare un nuovo direttivo DK (riunione decisiva all’ex pub “Gavena”). Si fecero anche delle tessere (circa 100) ma poi si decise che era meglio proseguire nell’anonimato, con il registro dei nomi che venne bruciato.

Dopo un po’ di tempo, però, in seno al gruppo vennero fuori alcune divergenze, così non sempre, soprattutto in trasferta, si era all’altezza della situazione, anche se sempre presenti. Sono questi gli anni più bui, dove nelle trasferte a sud (Fasano, Catanzaro, Castrovillari, Trani, Catania, Taranto, Casal di Principe, Torre del Greco ecc..) erano presenti sempre gli stessi, una decina/quindicina di irriducibili Devils. Buone le presenze a Matera, Battipaglia e Bisceglie (con questi ultimi c’era da regolare qualche conto, visto che ci avevano accolto con un Giulianova olè.). Da ricordare, per il divertimento e le sbronze la trasferta di Livorno del campionato ’94/95 (ci vorrebbe un libro per raccontarla).

Lo zoccolo duro dunque continuò a seguire in maniera costante ed ossessiva la squadra, “svincolando” del tutto il sostegno dai risultati, ed anteponendo la passione per il gruppo perfino a quella per la squadra e la città. Grande stagione quella del 1997/98, terminata con la sconfitta ai play-off con l’Arezzo, perfetto il binomio con i Mods (nati nel 1989), da ricordare soprattutto per l’ingresso di nuove leve nei DK, che si sono dimostrate subito all’altezza della situazione. Nel2000 l’acquisto del giuliese Manari crea in curva una situazione insostenibile: ipocrisie, voltafaccia, ingratitudine, con il nucleo dei Devils, che espone la scritta “COERENZA AD OLTRANZA” e s’isola dal resto della curva e della tifoseria, intenzionata a tifare per il Teramo anche con Manari in campo. Per tali ragioni, conla Torresscoppia una rissa in curva che comporterà diffide ai DK che, a caldo, delusi dalla situazione e dalla mentalità, decideranno di sciogliersi, almeno fino al rientro dei diffidati e all’abbandono di Manari (i Mods per lo stesso motivo molleranno per sempre).

Nasce la “Vecchia Guardia”, un’accozzaglia di persone formata da chi non era in linea con i DK, vecchi ultrà latitanti per molti anni, tifosi da play-off. Vista la brutta piega che stava prendendo la curva (con la sconfitta ai play-off con il Riminila Vecchia Guardiaera già praticamente sparita) alcuni DK anticiparono il rientro, posizionandosi non al centro della est ed esponendo solo stendardi (“Orgoglio Devils” il principale). Il 22 Aprile 2001, trasferta di Gualdo, ricompare lo striscione dei Devils, accompagnato da un eloquente “prima l’orgoglio poila C1″, con conseguente rientro al centro della curva. Il resto è storia recente: promozione in C1 (aprile 2002) ma anche problemi sempre più accesi con le forze dell’ordine, con diffide a ripetizione!

Grande è stato l’impegno politico dei ragazzi della Est per la difesa del vecchio comunale, monumento storico, e non soltanto sportivo della città. Oggi il tifo organizzato è, almeno nell’apparenza anonimo, ma nella sostanza gli ultras continuano a sostenere la loro dura ed impegnativa battaglia.

 www.contraccolpo.net

AVVISO IMPORTANTE: Per problemi di natura organizzativa è necessario sapere esattamente in quanti parteciperemo alla trasferta a Teramo. Chi non ha già provveduto a confermare la propria presenza può contattare telefonicamente Goran, Lunga Vita Algi Ultras ecc. Mi raccomando è importante!
PS: Possibilmente portate anche 5€ per una sorpresa molto colorata che abbiamo preparato.

TUTTI A TERAMO!

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Aesernia – Sanità maggio 1977 (Promozione Campana)

Foto: (archivio personale di Luciano Cristicini)


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